Il podcast nel mondo Legal

L’attuale emergenza sanitaria ha accelerato rapidamente un processo di digitalizzazione che coinvolge anche il mondo legal.

Il marketing e il digital marketing si sono diffusi in tutti i livelli di questo settore, dagli studi più piccoli a quelli più grandi e strutturati, con la creazione di nuovi siti Internet, con la presenza sui social e con le attività di business development.

BUSINESS DEVELOPMENT

Come è ormai noto il passaparola è destinato a diventare una risorsa residuale e non reggerà più l’approvvigionamento di nuova clientela per lo studio, di conseguenza gli studi legali oggi si stanno dotando di strumenti di marketing soprattutto per il mondo web, consapevoli di come questa sia la principale risorsa da utilizzare per il futuro.

Tuttavia sviluppare un sito internet e creare presenza sul web non è sufficiente per realizzare un progetto di business development, ma è fondamentale alimentare questa “macchina” con il “carburante” giusto, questo carburante è rappresentato dai podcast, ovvero la promozione di sé stessi e del proprio studio attraverso l’audio dai contenuti giuridici o paralegali

CONTENT MARKETING

A livello concettuale il marketing nello studio legale è sempre esistito, nel senso che alcuni (pochi) professionisti già in epoche passate avevano capito che avere una cattedra universitaria, scrivere libri, fare interviste, stringere mani e partecipare a convegni e a tavole rotonde rappresentava un utile biglietto da visita per costruire il proprio nome e farlo girare. Quel nome corrisponde all’odierno brand e il luogo dove farlo girare non sono più le piazze e i circoli, ma il web. Inoltre, libri, articoli, interviste e formazione non sono più soltanto cartacei, ma anche digitali. La sostanza resta la stessa, sono cambiati gli strumenti, i canali e le occasioni.
Oggi come allora il nome si costruisce con i contenuti, dimostrando bravura, aggiornamento, qualità e professionalità. Come in passato, il cliente non gradisce molto la pubblicità diretta, come le pagine dei giornali, i cartelloni pubblicitari, i banner o simili. Gradisce, invece, leggere contenuti smart, vedere il proprio consulente tra i relatori di un convegno, oppure tra gli autori di una pubblicazione, sintomo di professionalità e autorevolezza.
Mentre un tempo le università e gli editori erano i garanti della propria professionalità, oggi questo ruolo lo rivestono Google e i social,  promotori  della notorietà e dell’autorevolezza del professionista, grazie a scritti, interviste, immagini e commenti che dimostrano la popolarità dello stesso. I like e i followers dovrebbero poi completare il tutto dando il senso della visibilità del professionista sulla nuova comunità del web, da cui tutto oramai passa.

CONTENUTI

Ma quali contenuti e quali strumenti realizzano in concreto questa necessità di comunicare la propria professionalità attraverso il content marketing?

Oltre ad articoli, commenti, note a sentenze, esistono strumenti più “moderni” che sono anche più fruibili e incisivi per il pubblico: i video e i podcast.

I video sono sicuramente gli strumenti più popolari nel web, perché attraggono maggiormente l’attenzione, ma questo vale per settori diversi da quello giuridico, i video dell’ambiente legal sono generalmente pesanti, noiosi e statici, con relatori dietro una cattedra, speaker ingessati dietro una telecamera a declamare mono-tono norme e regole poco appetibili per un pubblico di destinatari spesso non tecnici. Insomma, il video va bene se è bello da vedere, altrimenti diventa pesante e poco attrattivo.
Quale alternativa esiste quindi al video e allo scritto?

I PODCAST

Il podcast, ovvero un audio mp3 facilmente gestibile sia in fase di produzione che di ascolto, è diventato ormai il nuovo trend che oltre al mondo della musica, della radio e dei talk show, sta coinvolgendo settori sempre nuovi, come il mondo dei professionisti.
Produrre un podcast è veramente molto semplice, basta avere un microfono, un luogo silenzioso dove registrare e un software per la post produzione.

DOVE PUBBLICARE

Oltre a pubblicare i podcast sul sito dello Studio in un’apposita sezione dedicata, è possibile pubblicarli su appositi siti (hosting podcast) appositamente creati per ospitarli, tra i più famosi Simplecast, Captivate, Podbean, Spreaker, Sound Cloud.

COSA PUBBLICARE IN PODCAST PER UNO STUDIO LEGALE?

La prima cosa da tener presente è che chi ascolta, ovvero potenziali clienti, non hanno tempo e pazienza per seguire audio troppo lunghi, perciò è fondamentale che i podcast abbiano una durata compresa tra i 5 e i 15 minuti. Se ciò non fosse possibile, è preferibile suddividere il podcast in più puntate.

Ma cosa bisogna raccontare in podcast?

Tutto ciò che può essere scritto può essere letto, l’importante è avere una buona dizione, un buon ritmo e una impostazione di voce adeguata.

Come contenuti si può spaziare dalla descrizione delle riforme normative, al commento di fatti di cronaca, alla spiegazione della portata delle ultime decisioni giurisprudenziali, al commento delle novità legislative, allo storytelling di casi di interesse per parlare di un determinato argomento.
Il podcast va condotto solo sui temi core della propria attività e deve essere utilizzato un registro linguistico adeguato al target di riferimento. È buona norma chiudere il podcast con una “call to action”, quindi una azione da compiere per l’ascoltatore: la data di un prossimo evento a cui partecipare, l’anticipazione di una prossima puntata, la notizia di un futuro corso, piuttosto che il collegamento ad un’altra puntata della serie.