Come si presenta uno studio sostenibile?

Per poter essere efficace il marketing strategico ha bisogno che la realtà in cui opera definisca molto bene 3 aspetti fondamentali:

  • purpose – ossia la ragione per cui quella realtà esiste al di là dell’offrire i servizi e/o i prodotti che offre,
  • vision – ossia il sogno, le aspirazioni a cui quella realtà tende nel fare ciò che fa,
  • mission – ossia una sintesi -ancora dalla valenza ispiratrice- di che cosa fa quell’organizzazione, come e per chi.

Una volta poste queste basi si definisce la strategia, ossia il vero e proprio piano di azioni necessarie per poter raggiungere gli obiettivi che si sono posti.

Fatto questo un ulteriore passo avanti è dato dalla consapevolezza che le attività anche degli studi si calano oggi in un contesto molto diverso da quello di 10-15 anni fa. Questa consapevolezza si fonda su principi alla base della sostenibilità, secondo cui il fine ultimo dell’attività d’impresa non può consistere nella sola massimizzazione del profitto (obiettivo tipicamente di breve periodo), ma deve essere esteso alla creazione di valore nel lungo periodo.

In questo senso, qualsiasi realtà per dirsi sostenibile deve operare con due obiettivi:

  • generare un ritorno economico per i proprietari/soci – condizione questa necessaria ma non sufficiente per poter garantire la continuità
  • garantire benefici, economici e non, per tutti i soggetti che a vario titolo hanno a che fare con essa, ragionando quindi non solo nell’ottica di soddisfare gli shareholder come storicamente si è sempre fatto, ma di ampliare il raggio d’azione per includere anche tutti gli altri portatori di interesse.

Indubbiamente vanno ripensati anche i modelli operativi che regolano l’attività di impresa anche perché la definizione di sostenibilità contiene non solo un orientamento al lungo periodo ma anche l’idea che non si debba compromettere il patrimonio di risorse ad oggi disponibile privando così le generazioni future delle nostre stesse opportunità.
Fondamentale è che la sostenibilità entri a pieno titolo e diventi la base stessa della strategia di quella realtà e non sia solo una sorta di impegno collaterale di cui ogni tanto occuparsi. Qualsiasi decisione deve essere presa con il principio ispiratore della sostenibilità, che ne diventa così anche il metro di giudizio.

A questo punto possiamo ben immaginare che “faccia potrebbe avere” uno studio sostenibile. A partire dai soci e della governance, sarebbe una realtà in cui attorno al tavolo dei partner (e non solo) siederebbero un numero uguale di donne e uomini, non ci sarebbero altre discriminazioni di sorta, non ci sarebbero differenze nei compensi sulla base del genere, non sarebbe nemmeno in discussione operare senza rispettare le normative o tantomeno senza pagare tutte le imposte dovute. Sarebbe una realtà pronta a rifiutare dei clienti anche profittevoli perché appartenenti a settori considerati non etici per il tipo di prodotto/servizio offerto – perché avvezzi a comportamenti scorretti o ancora le cui modalità di operare non siano in linea con quello che la sostenibilità chiede -es. utilizzo di lavoro minorile, sfruttamento delle persone a vario titolo, produzioni inquinanti, ecc.
 
Sarebbe una realtà in cui alle persone che vi operano sarebbero garantiti ad esempio periodi di maternità e paternità in egual misura e senza conseguenze né sul tipo di lavoro svolto né sul percorso di carriera. Una realtà disponibile a far lavorare le persone in smart working , a curarsi di loro attraverso una serie di iniziative di welfare aziendale, a farle crescere professionalmente attraverso corsi di formazione e aggiornamento. Una realtà pronta a rivedere i rapporti con i propri fornitori scartando quelli non allineati agli stessi principi di sostenibilità che la guidano.
Una realtà integrata nel proprio territorio di riferimento, disponibile a restituire parte delle proprie “ricchezze” a diventarne parte attiva nel suo sviluppo. Una realtà in cui tutto ciò che rappresenta materiale di consumo sarebbe attentamente vagliato per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, tutto sarebbe organizzato e deciso avendo molto ben presente che è arrivato il momento di essere coraggiosi e cambiare il proprio modo di pensare e di fare business a tutto vantaggio dell’avere la sensazione di fare davvero la differenza per quello che si lascia e non per quello che si porta via.